MCM Margolin cal 22lr

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La più famosa pistola da tiro prodotta in Unione Sovietica ( oltre alla celebre P.L. TOZ) venne ideata da Michail Margolin nel 1948. Fabbricata presso la Izhevsky Mehanichesky Zavod dell’omonima città, viene commercializzata con marchio Baikal. Si calcola che gli esemplari in circolazione siano oltre 200.000.
 

Una .22 che mostra i muscoli:

La Margolin fu l’arma con la quale si formarono molti tra i migliori atleti provenienti dall’area ex sovietica. Le olimpiadi del 1992 furono per la nostra arma l’ultima occasione di splendore:Marina Logvinenko, con una Margolin modificata, ottenne l’oro nella categoria PS con un punteggio di 684 punti. Ma la Margolin ha anche gli artigli!

Chi pensa che il .22 sia un Calibro inadatto ad usi difensivi rimarrà molto deluso. La storia insegna che armi in tale calibro sono state usate con successo ( il personale armato dell’aviazione civile israeliana era equipaggiato con Beretta 71). Non stupisce quindi che i sovietici abbiano prodotto una versione “cattiva” della Margolin.

La MCM Margo è identica alla sorella da tiro tranne che per la lunghezza della canna accorciata, la forma del Carrello che permette un più agevole armamento del cane, la spina del “gruppo di recupero” che non sporge dai lati ed infine gli organi di mira fissi montati su canna e carrello. A prima vista notiamo che l’arma è costruita interamente in acciaio brunito con l’eccezione del Grilletto e del cane che sono in metallo “bianco”. Le guancette, semianatomiche e zigrinate, sono in materiale plastico nero. Non è dotata di Sicura, del dispositivo di apertura automatica del carrello né della leva manuale di bloccaggio/sbloccaggio.

I Marchi

Osservando la pistola si notano immediatamente le incisioni sul carrello e sulla Camera di Scoppio di forma poligonale. Sul primo si nota, procedendo dalla canna all’impugnatura, l’indicazione del calibro, la sigla in cirillico delle iniziali del progettista e una copia degli ultimi tre numeri della matricola. Quest’ultima è incisa per intero sul lato superiore sinistro della camera di scoppio ( la mia arma è monomatricola). Sul lato superiore destro è riportato invece il numero di catalogo riconducibile al nostro registro nazionale. Altri tre marchi si trovano incisi sul lato destro del fusto. Alla base dell’impugnatura notiamo invece che la guancetta sinistra mostra il marchio “Baikal”, quella destra l’indicazione in inglese “made in USSR”.

Per chi non lo sapesse i prodotti circolanti negli USA devono recare l’indicazione di provenienza fin dal 1930. Si capisce quindi che la nostra arma era destinata anche all’esportazione.

Gli organi di mira:

La regolazione può essere effettuata senza l’ausilio di alcun attrezzo. Ghiere zigrinate garantiscono una taratura a scatti accurata e veloce. Il Mirino si regola in elevazione, la tacca di mira in deriva orizzontale. Ovviamente le incisioni di riferimento sono in cirillico ma chi trova un’amica trova un tesoro perciò:

  • Mirino: la lettera che somiglia ad una B è l’iniziale della parola “verzh” che vuol dire “Su”. Quella che somiglia ad un misto tra H ed N è l’iniziale di “niz” che vuol dire “Giù”
  • Tacca di mira: la lettera di sinistra è liniziale di “levo” che vuol dire “sinistra”. Le lettere di destra sono le iniziali di “pravo” che vuol dire “destra”

Osservando gli organi di mira in posizione di punteria si può osservare che la forma dei riferimenti è quadrangolare per il mirino e semicircolare per la tacca di mira.

Un particolare interessante:

Come poi illustrerò meglio nella parte dedicata allo smontaggio campale, la MCM ha la canna rigidamente vincolata al fusto. La parte esterna alla camera di Cartuccia è infatti parte integrante di quest’ultimo e la canna è avvitata al suo interno.

Lo scatto

La Margolin funziona in singola azione. Il grilletto è liscio e di forma semicircolare e la sua corsa può essere limitata regolandone unicamente il collasso al retroscatto. Il peso di sgancio è di 1kg. Dopo una precorsa leggermente lunga si ha uno scatto estremamente netto. Anche un tiratore inesperto può ben comprendere il momento che precede lo sgancio del cane.

Utilizzo dell’arma

E’ importante, camerando il primo colpo, azionare il carrello con energia perché la molla di recupero è piuttosto morbida. La sensazione in imbracciata è molto piacevole poiché la distribuzione dei pesi è ottima e l’impugnatura è molto confortevole. L’arma si porta in punteria istintivamente, con sorprendente naturalezza. Le sollecitazioni dovute al rinculo sono tanto ammorbidite che si ha la sensazione di avvertire, singolarmente, lo scatto ed i movimenti del carrello. La MCM si comporta bene con qualsiasi tipo di munizione, da quelle lente a quelle rapide. Io non ho mai affrontato alcun inceppamento dunque, grazie alla Prova empirica, posso confermare le parole di alcuni estimatori della Margolin che, in rete, la descrivono come un attrezzo affidabile e robusto che non ha nulla da invidiare ad altre realizzazioni di derivazione militare. La precisione, in ultimo, è assoluta: può sbagliare solo e soltanto il tiratore. Comunque, in linea di massima, non si esce dal 9 del bersaglio di PS posto a 25m

I motivi che rendono l’arma concettualente superata

Per quanto la MCM sia ben realizzata ed assolutamente precisa appartiene comunque ad un’epoca in cui il legame tra arma sportiva ed arma militare era più stretto di ora. Basti pensare che la disciplina per cui è nata la nostra arma era il tiro a sagome umane metalliche poste a 25m. Alcune delle soluzioni adottate ne fanno uno strumento obsoleto per il tiro sportivo se si pensa ai vantaggi derivanti da soluzioni ormai irrinunciabili come per esempio:

  • L’impugnatura completamente anatomica e l’inclinazione della stessa
  • L’asse della canna più vicina all’asse dell’avambraccio
  • Le masse in movimento che non escono dall’impugnatura
  • Gli scatti regolabili in corsa, peso ed inclinazione del grilletto sui tre assi.
  • La distribuzione dei pesi sempre più lontana dall’impugnatura.
  • Lo spostamento del meccanismo di caricamento davanti al gruppo di scatto.

Considerazioni:

Da un punto di vista estetico la MCM è senza alcun dubbio raffinata ed al tempo stesso accattivante. Sembra un’arma che non sfigurerebbe in un film con James Bond o l’ispettore Callaghan ( per quest’ultimo personaggio forse il calibro non sarebbe esaltante!). Nella sostanzal’oggetto in questione può soddisfare il collezionista poiché, nella storia delle armi, ha avuto un ruolo importantissimo. Il tiratore dilettante avrà modo di divertirsi moltissimo con un’arma al tempo stesso precisa e robusta. Il neofita, con costi accessibili, può imparare i fondamenti del tiro sportivo. Infine, per citare l’amico Paolo, “coloro che stanno nel mezzo” la apprezzeranno poiché si tratta, oggettivamente, di un oggetto bello e al tempo stesso valido, dotato di una classe che ora poche altre armi da tiro hanno. Per me la questione è invece diversa: è stata l’arma con cui, da piccolo, ho visto tirare mio padre. Pian piano, osservandolo mentre in modo quasi rituale se ne prendeva cura, la MCM mi ha ipnotizzato facendo nascere in me la passione per il mondo delle armi da fuoco e del tiro!

Sequenza di smontaggio:

Dopo aver tolto il caricatore assicurarsi che l’arma è scarica puntandola in una direzione sicura, togliendo il dito dal grilletto e ispezionando la camera di cartuccia. Afferrare la prolunga del gruppo di recupero che sporge dal fusto e, tirandola leggermente all’esterno, farla ruotare di 90° fino a far combaciare gli inviti a “V”. A questo punto rilasciare la prolunga. Estrarre la spina piatta con le alette premendo con l’indice dal lato destro del fusto.


Sfilare il gruppo di recupero e Sfilare il carrello dal retro dell’arma
 

Caratteristiche tecniche:

  • Pistola semiautomatica cal. .22LR
  • Chiusura labile
  • Alimentazione mediante serbatoio monofilare inseribile nell’impugnatura.
  • Scatto in singola Azione con possibilità di regolarne il collasso al retroscatto.
  • Cane esterno
  • Organi di mira regolabili

Pesi e misure:

  • Peso dell’arma scarica: 900gr
  • Lunghezza: 240mm
  • Altezza: 141mm
  • Larghezza: 40mm
  • Lunghezza Canna: 152mm
  • Distanza tra gli organi di mira: 220mm
  • Capacità Caricatore: 8 colpi

Dotazioni ed accesssori:

Sebbene io possegga unicamente arma e custodia devo precisare che la dotazione originale era, all’epoca, piuttosto generosa. Questa comprendeva:

  • La custodia in legno di faggio e betulla
  • Un caricatore di riserva
  • La serie di attrezzi per la pulizia
  • Una boccetta del lubrificante e del detergente ( è quella in lamierino stagnato dei Mosin Nagant)
  • Un cacciavite ( come quello della dotazione TOZ)
  • Una serie di contrappesi da montare sulla canna ( il principale ha un compensatore di rilevamento)
  • Una guardia dell’impugnatura supplementare

Ringraziamenti

Un doveroso ringraziamento devo rendere a theGunners.it per la possibilità di pubblicare questo piccolo omaggio ad una grande arma. Ancor più importante è elogiare tra i Gunners tutti coloro che accolgono i giovani ed i neofiti con calore affinché tra questi si diffonda grande entusiasmo. Ci tengo a ringraziare anche l’amico PaoloAR15 che, per primo, mi ha dato l’opportunità di unire le passioni del tiro e della scrittura. (in collaborazione con il sito www.saarms.it)

Tags: Recensioni, Armi Corte

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