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L'arte della Brunitura AcidaUna delle più belle finiture superficiali di cui noi appassionati possiamo godere è la vecchia brunitura in acido o, come dicono in America, il Blue Rust. Esempi tipici che ogni tanto ancora si vedono sono nelle Luger e nei Mauser (quando non ribruniti) e, generalmente, nelle armi fabbricate all’inizio del secolo scorso o in qualche arma particolarmente pregiata.

E’ una tecnica di brunitura vecchia come il mondo e che, come purtoppo accade alle cose belle, è stata soppiantata intorno agli anni venti da tecniche industriali molto più veloci ed economiche... sì perchè eseguire una buona brunitura ad acido è una 'forma di esercizio zen'. Se però volete gustarvi quest’arte ormai persa e il tempo non vi fa difetto, allora avrete pane per i vostri denti.

La Brunitura AcidaIl metodo che segue è il frutto di molte ricerche che ho svolto negli ultimi mesi, delle consulenze di mio padre Fabio, professore di chimica al Politecnico e di un pò di esperimenti. Purtoppo, i pochi artigiani (artisti?) che eseguono questo trattamento sono giustamente tanto gelosi della loro tecnica e dei loro segreti che non l'ho potuta carpire proprio a fondo, tantè...

La brunitura acida significa fondamentamente decappare al massimo livello la superficie da trattare con una soluzione opportuna e lasciarla arrugginire in maniera controllata. Il velo di ruggine così generato viene fissato, rimosso meccanicamente lasciando solo la porzione di ruggine più aderente (che è nera) e ripetendo l’operazione finchè non si raggiunge il colore desiderato. E' un metodo semplicissimo ma ci vuole tempo e pazienza e soprattutto: cautela nel manipolare la citata soluzione che è AGGRESSIVISSIMA. A tal proposito, leggete in fondo le avvertenza di sicurezza!

Gli Ingredienti

  • Acido Nitrico HNO3 al 60% (****)
  • Acido Cloridico HCl al 37% (****)
  • Soda caustica in scaglie (****)
  • Acqua distillata
  • Acetone
  • Olio motore o similare
  • Una paglietta di ferro per pulizia (non in acciao inox come quella da cucina) o della limatura di ferro o dei chiodi di ferro sgrassati
  • Un contenitore in Polietilene con tappo a vite
  • Occhiali di sicurezza (****)
  • Vestiti da combattimento (****)
  • Guanti di gomma robusti (****)
  • Bicchiere di vetro
     

A questo punto: fermi tutti e leggete 2 volte le Avvertenze di Sicurezza in fondo a questo articolo!!!

Il primo problema è reperire i due acidi che non sono facili da trovare. Direi che se nella vostra città c’è una facoltà di chimica o un istituto professionale, probabilmente c’è anche chi distribuisce i regenti. Provate a chiedete a loro. Le concentrazioni che ho riportato sono quelle che ho trovato e dovrebbero essere le più concentrate possibili per usi industriali. Concentrazioni più blande dovrebbero portare in ogni caso a simili risultati, magari con tempi più lunghi. Per quanto riguarda Soda Caustica ed Acetone, dovrebbero essere disponibili in qualsiasi Colorificio.

La prima fase è la realizzazione della soluzione decappante. (un mio amico l’ha felicemente battezzata Latte di Suocera... sembra il veleno nella Strega Cattiva).

Sul balcone di casa, in giardino, ma solo ed esclusivamente all’aria aperta (****), versate nel contenitore in polietilene 4 parti di acido cloridrico e 6 parti di acido nitrico (****). Aggiungete un pò per volta la paglietta di ferro o della limatura di ferro nella soluzione. Gli acidi si mangeranno tutto il ferro e la soluzione si colorerà di rosso generando un bel pò di vapore (****). Lasciate riposare finchè tutto il ferro è passato in soluzione, in tal caso aggiungete altro ferro finchè la soluzione non lo digerisce più. Diluite ora il tutto in 5 parti di acqua distillata. Mettete a riposo per una giornata e filtrate il contenuto.

A questo punto il Latte di Suocera è pronto (****). Per la descrizione del procedimento di brunitura, ho pensato di utilizzare, a titolo di esempio, la sicura della mia Kimber che ultimamente ha perso molto della sua brunitura originale. Il primo passo è una buona passata con carta vetrata del 600 e poi del 1000 per rimuovere la brunitura rimasta.


Da questo punto in poi è fondamentale l’utilizzo dei guanti di gomma per manipolare il pezzo ed evitare di contaminarlo.

Iniziamo a pulire accuratamente il pezzo con l’acetone. Imbeviamo un straccetto pulito o anche dei 'cotton fioc' con il Latte di Suocera ma attenzione: ce ne vuole pochissimo!! giusto per inumidire vagamente il tessuto. Passiamo ora lo staccio accuratamente su tutto il pezzo.

Il pezzo risulta così pronto al processo controllato di ossidazione. Mettiamolo in sospensione tramite un filo di ferro dentro un bicchiere con qualche mm di acqua e chiudiamo il tutto con del domopack in modo da creare un microambiente... dall’umidità tropicale.

Mettiamolo in sospensione tramite un filo di ferro dentro un bicchiere con qualche mm di acqua
Nel giro di poche ore il pezzo si presenterà coperto da un velo di ruggine rossa dall’aspetto vellutato.
lasciatelo bollire 10 minuti in un pentolino di acqua distillata

Nel giro di poche ore il pezzo si presenterà coperto da un velo di ruggine rossa dall’aspetto vellutato. Sempre indossando i guanti prendete il pezzo e lasciatelo bollire 10 minuti in un pentolino di acqua distillata, come se fosse una bustina di te. A questo punto la ruggine rossa sarà in gran parte diventata nera.

Il passo successivo è una bella passata con una paglietta metallica per rimuovere la ruggine non aderente. Una porzione di ossido nero sarà tuttavia rimasta aderente al pezzo che inizierà a prendere il colore. A questo punto si ricomincia da capo con il Latte di Suocera e si ripete tutta l’operazione finche non avete raggiunto il colore voluto. Questo, può richedere da 5 a 15 passate il che vuol dire da 2 a 5 giorni di lavoro e attesa.

A colore finale raggiunto versate poco alla volta nel solito pentolino di acqua distillata bella calda la soda caustica (****) e lasciate in immersione il pezzo per una ventina di minuti. Questo ultimo bagno blocca ogni ulteriore ossidazione. Passate il pezzo sulla fiamma viva per rimuovere ogni minima traccia d’acqua e lasciatelo immerso per una notte nell’olio motore. Il risultato finale per la sicura della Kimber e un bel colore nero pieno, denso, opaco/semi lucido. Non male eh?

Trucchi e Lezioni Imparate
  • La prima passata di Latte di Suocera e critica perchè va fatta su una superfice nuda e non protetta, quindi più soggetta alla corrosione. Il panno deve essere giusto inumidito, niente di più!
  • Il primo ciclo di ossidazione è critico sempre per il motivo di sopra. Se lasciata fuori controllo, la ruggine può intaccare vigorosamente il metallo e generare delle vaiolature rovinando il pezzo irreparabilmente. Il mio consiglio e di interrompere la prima ossidazione appena la superfice del pezzo inizia a diventare arancione.
  • I tempi di ossidazione dipendono dall’umidità ambientale. L’uso di un bicchiere sigillato li accelera notevolmente, ma i risultati migliori si realizzano con un’ossidazione lenta all’aria aperta. Il clima estivo nella pianura padana è l’ideale.
  • Generalmente all’aumentare del numero di cicli di ossidazione, la quantità di ruggine generata diminuisce poichè la brunitura inizia a manifestare la sua funzione anticorrosiva.
  • Prima di lavorare sul pezzo finale, fate degli esperimenti su dei rottami. Ottimi sono i dadi di ferro di grande formato. Ogni faccia del dado può essere brunita con tecnica diversa e fornire un rapido paragone.
  • Avere il pezzo sospeso ad un filo di ferro durante l’ossidazione e la bollitura in acqua distillata sembrerebbe dare maggiore omogeneità di colore
  • La ricetta per il Latte di Suocera è una delle molte che ho trovato, sempre comunque a base di acido nitrico e cloridrico. Quasi tutte citano in maniera imprescisata altri componenti (ammoniaca e sali di rame...?) ma senza quantificarne le parti quindi ho preferito sviluppare una ricetta semplice, ma collaudata.
  • La resa della brunitura varia in funzione del metallo trattato. Ho notato delle significative differenza nel colore finale e nel numero di trattamenti successivi anche tra parti ottenute da barra e parti pressofuse. L’unico è sperimentare con buon senso.
  • Una volta raggiunto il colore desiderato (controllate sempre il pezzo in luce naturale), fate un’ultimo ciclo, così, giusto per sicurezza.

(****) SICUREZZA: Nella speranza di non leggere che qualcuno si è bruciato il trigger finger (o altro) e di vedere i vostri pezzi meravigliosamente trattati, vi auguro buon lavoro.
- Gli acidi aggrediscono la pelle quindi copritevi. L’acido cloridrico, nel momento in cui aprite il contenitore, genera fumi tossici ed è estremamente aggressivo sulla pelle
- Le scaglie di soda cautica versate in acqua generano calore, schizzi e fumi
- Aprite i contenitori conteneti gli acidi con cautela per evitare schizzi nel caso in cui il contenitore si pressurizzi
- Gli occhiali di sicurezza sono fondamentali
- Gli acidi possono bucare facilmente i vestiti
- Il nome corretto della miscela acido cloridrico/acido nitrico è Acqua Regia. Per darvi un’idea della aggressività, vi basti sapere che corrode l’oro e il platino! E’ stata scoperta dall’alchimista arabo Giabir ibn Hayyan...e non aggiungo altro! 

Tags: DIY

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