Siamo sicuri che sia giusto così’?

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...ovvero: brevi ed incontrollate riflessioni sul mondo delle armi, di chi li detiene, le controlla, le usa. In questo mondo dove oramai si fa il bagno al mare in novembre, in val padana non c’è più la nebbia, i figli sono costretti (in controtendenza a quello che è avvenuto negli ultimi secoli) a vivere meno agiatamente dei loro genitori,  il mondo delle armi non fa eccezioni. Chi detiene legittimamente un’arma in casa è, almeno per la Legge e fino a prova contraria, immune da condanne penali ed è una persona socialmente affidabile. Eppure, la categoria delle persone con porto d’arma è tra le più monitorate dalle forze dell’ordine.

Provate ad acquistare con tanto di titolo di Polizia e carta d’identità, una scatola di cartucce cal. 22 e a non segnalarne la destinazione al Commissariato di appartenenza. Provate a chiedere un nulla osta per l’acquisto e la detenzione di un revolver in casa e sarete sommersi da “perché?" oppure “ma che se ne deve fare?" e ancora “ma lo sa che se glielo rubano passa i guai?”. Nessuno tra gli uomini e le donne dei Commissariati (gente d’arme)  che, stranamente dica: “..sì, in effetti, nella sua zona alcuni criminali provenienti dalle milizie dell’est Europa, disperati e pieni di coca, hanno scannato alcuni pensionati perché volevano sapere dov’era la chiave della cassaforte... forse lei ha diritto di potersi difendere prima che l’affettino come un salamino e prima che la telefonata di soccorso giunga alla più vicina stazione dei carabinieri distante 20 chilometri..”.

Certo, il revolver sotto il cuscino non è la soluzione del problema, ne siamo tutti assolutamente convinti, ma ancora meno lo sono le nude mani di fronte alla violenza feroce ed ingiusta ed in questo mondo pieno di  stranezze quella che ultimamente colpisce di più è quella che circonda la materia del c.d. “femminicidio”.

Povere ragazze; povere donne, brutalmente aggredite da maschi ottusi e violenti, a volte fino alla morte ma, a fronte di tale brutalità, si è solo pensato di sensibilizzare la pubblica opinione con dibattiti, fiaccolate, “comparsate” nei vari talk televisivi inzuppati della presenza della donna che ha già subito violenza (che spesso per comprensibili ragioni di pudore è “mascherata”), del  sociologo, dello psicologo e dell’immancabile cretino di turno però nessuno, dico nessuno, ha abbia detto alle donne DIFENDETEVI!! Si assiste ad un grido di dolore, a volte ad uno strepito di comari, riversato da un orecchio ad un altro... a me, tutto questo, non convince per nulla. Alla fine, mi sa tanto di una perdita di tempo. Ricorda la favola dell’agnello che, aggredito dal lupo, sperava –invano- di convincerlo della bellezza e della salubrità del mangiare vegetariano. Non sono così ingenuo da pensare che le donne possano diventare delle Calamity jane però, forse, sono più illusi (o in malafede) quelli che pensano che con le fiaccolate si posano condurre alla ragione individui destinati ad una deriva violenta ed irrispettosa della dignità umana.

Sarò strano, ma non mi piace l’idea che oramai, diffusamente, si accantoni aprioristicamente l’idea dell’auto-difesa. Non parlo, assolutamente di 'Occhio per Occhio e Dente per Dente' no.. mi riferisco alla giusta autodifesa così enucleata e disciplinata nel nostro ordinamento.

Non piace questo buonismo “peloso” e stucchevole che sa di melassa intrisa di narcotico per le coscienze. Non mi convince l’idea, che si cerca di diffondere, che le persone che hanno una (SANA) passione per le armi siano …insane e tra gli insani di mente per eccellenza, ultima categoria di “gentaglia” armata: i cacciatori. Non riscuotono grande appeal neppure tra coloro che divorano ed amano la carne ed il pesce. Riporto qui, uno stralcio da “armi e tiro”, rivista del settore, che ha ricevuto i dati dal Viminale. Ebbene, risulta che secondo l’ultimo censimento in materia,  le licenze di caccia (porto di fucile per uso caccia) erano 697.776 e 884.953 nel 2012. Negli ultimi dieci anni si sono ridotte di oltre il 20%.

Malgrado questi dati potrebbero assicurare ai cacciatori il titolo di “esseri in via di estinzione” gli anti-armi ne vogliono la soppressione “a prescindere” in una sorta di soluzione finale e, del resto, si capisce: il cacciatore uccide il cinghiale! Che poi il cinghiale –oramai arrivato fin dentro le nostre abitazioni- distrugga le colture e depredi la stessa natura (stanno del tutto scomparendo le coturnici che nidificano a terra delle cui uova sono ghiotti i cinghiali) è del tutto irrilevante.

Tra i peggiori reati c’è poi, l’assassinio dei conigli. (Da qualche tempo non esistono più i conigli selvatici: la filmografia disneyana li ha promossi tutti al rango di dolcissimi tenerissimi coniglietti da coccolare ed allevare in casa). Il fatto che distruggano i filari di vite, gli orti, e le colture non ha la minima importanza Non si possono sopprimere. Al più, si possono fare petizioni, con fiaccolate notturne al capo branco cinghiale pregandolo vivamente di non accoppiarsi in maniera incontrollata e di non distruggere il lavoro del povero contadino che si rompe la schiena e suda un anno intero per coltivare l’orto che in una sola notte il suide è in grado di arare e ridurre a ground zero. Perché, le fiaccolate piacciono e, soprattutto, come l’esperienza insegna, portano frutti rapidi e consistenti.

E del lavoro del contadino non ce ne può fregare di meno. Vuoi paragonarlo al dolore che potrebbe subire il piccolo cinghiale privato brutalmente della figura materna soppressa da un crudele cacciatore? Non sia mai!!

Resta il fatto che, gli stessi che ingrossano le fila del ……fronte armato anti armi, in moltissimi casi, sono gli stessi che durante la manifestazioni di piazza lanciano di tutto contro esseri umani in divisa (bipedi implumi non in via di estinzione e quindi, non meritevoli di tutela) e, se del caso, incendiano locali e beni dello Stato dove potrebbero, pure, trovarsi i suddetti bipedi implumi che, tuttavia, per varie ragioni ideologiche, possono pure bruciare. 

Così è conoscenza diffusa che all’interno del suddetto esercito di buone speranze l’uso della droga non solo è tollerato ma, in molti casi, coltivato (in tutti i sensi) ed apprezzato positivamente. Sicchè, la detenzione (legittima) di uno schioppo è abominio. La coltivazione, la detenzione, l’uso, di erbe varie, altamente meritorio. Che poi il sabato sera le strade siano lastricate di poveracci falciati da auto guidate da chi si è “fatto” perché “farsi” di mariuana non è disdicevole (tutt’altro) è, anche stavolta, un altro discorso.

Questo è un piccolo spaccato della nostra società; della nostra Italia. Così è e, come diceva il filosofo, tutto ciò che è reale è razionale. Ma, alla fine, siamo sicuri che sia giusto così?

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