Comunicato FISAT: un martedì da leoni

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SenatoUna piccola rivoluzione: al senato, con un provvedimento di semplificazione amministrativa preparato dal Senatore Lorenzo Bodega, si è tentato di abolire il Catalogo Nazionale. Purtroppo l’emendamento, inserito nella legge per il rifinanziamento delle missioni di pace all’estero, ha incontrato (ovviamente) una fortissima opposizione. Il presidente, Renato Schifani, ha deciso di sospendere i lavori per dare la possibilità ai presentatori di poterne riformulare il testo in modo da chiarirne meglio la portata. I vantaggi sono consistenti, una legislazione più snella e meglio allineata con l’Europa, che impone meno vincoli di tipo tecnico/commerciale, potrebbe favorire numerose piccole e medie aziende sul territorio Italiano liberando anche molti fondi attualmente impiegati per il mantenimento della macchina burocratica. Tutto questo senza pericolo per la sicurezza e per l’ordine pubblico. Ecco il comunicato Stampa della FISAT.

Oggetto: Comunicato Stampa del 26.7.2011. Un martedì da leoni.

Ci riferiamo ad un tentativo di cui eravamo a conoscenza e seguivamo in sordina da un po’ di tempo per evitare che la troppa attenzione potesse precluderne l’esito. Oggi è andata male e possiamo parlarne tranquillamente. Si tratta di un emendamento al testo del decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, relativo al rifinanziamento delle Missioni all’estero e misure alla lotta contro la pirateria. Lo firmano cinque senatori, ma si dovrebbe dire sette leoni, i cui nomi si riferiscono di seguito

Federico Bricolo (LNP)
Lorenzo BODEGA (LNP)
Valerio CARRARA (PDL)
Sergio DIVINA (LNP)
Sandro MAZZATORTA (LNP)
Luigi RAMPONI (PDL)
Giovanni TORRI (LNP)

Il testo dell’emendamento lo trovate qui (se avete voglia di leggerlo) ma riassumendo:

  1. avrebbe portato all’abolizione del catalogo
  2. avrebbe stabilito che le armi da guerra sono quelle stabilite dall’Unione Europea nella Direttiva Europea 91/477/CE e tutte le altre sono detenibili
  3. avrebbe abolito le funzioni della Commissione dandole funzioni consultive su argomenti generici, atteso che l’appartenenza o meno di un’arma alle armi consentite sarebbe stata stabilita dal Banco di
    Prova (che ci sarebbe riuscito: è a raffica ? no. Per cui è consentita).

Riassumo di seguito le posizioni di vari senatori, purtroppo non ho potuto segnarli tutti, atteso che abbiamo seguito la riunione in diretta sulla Web TV del Senato.

La presidenza dichiara l’ammissibilità dell’emendamento in quanto connesso con la disponibilità di armi a bordo di navi per la protezione dalla pirateria.

  • D’Alia (UDC) dichiara che vota contro l’emendamento perché agevola la disciplina dell’uso delle armi sul territorio italiano
  • Scanu (PD) contrario
  • Casson (PD) gela l’aula dicendo che un simile emendamento aiuterà il crimine organizzato ed il terrorismo per cui non va votata
  • Zanda (PD) segnala che un emendamento identico si è cercato di far passare nella legge sulla semplificazione normativa. Si scaglia contro i poteri occulti delle armi.
  • Tonini (PD) voto contrario appellandosi all’aula.
  • Divina (LNP) spiega che l’emendamento cerca di semplificare la normativa sulle armi senza pericolo per l’ordine pubblico e che i costi della commissione, che non esiste in alcun paese e frena la concorrenza perché un’arma sportiva che cambia il mirino deve rifare la catalogazione, pari a circa 100.000 euro, saranno impiegati per il finanziamento delle missioni.
  • Marco Perduca (PD) contrario
  • Li Gotti (IDV) si dichiara contrario all’emendamento dicendo che loro non votano porcherie
    Rutelli (Terzo Polo) dichiara che l’emendamento è stato voluto da una parte della maggioranza che così facendo mette in pericolo l’unità di votazione.
  • Pistorio (PD) la norma non la conosce ma trova le riflessioni di Tonini e Rutelli opportune e quindi chiede di espungere l’emendamento
  • Casson (PD) dichiara di aver ricevuto un nuovo testo dal Sen. Bricolo e deve dare atto che col nuovo testo diminuiscono gli influssi negativi.
  • Bricolo (LNP) – possibile riformulazione da integrare con emendamento in fascicolo – mediazione del relatore per rivedere il testo in 5 minuti e scriverlo correttamente.

Ore 20.00 Venti minuti sospensione.

Al rientro il Sen. Bricolo dichiara che verrà ritirato l’emendamento precisando che ci sono in Italia decine e decine di aziende che in questo momento soffrono gravemente l’impossibilità di lavorare a causa di una legislazione obsoleta e contraria alla normativa europea che non agevola in alcun modo la sicurezza pubblica.

Che dire, una sconfitta. Ma Walt Whitman diceva che “..le battaglie si vincono e si perdono con identico cuore…”. E’ vero.

Oggi abbiamo incassato una piccola sconfitta ma il coraggio di coloro che ci hanno provato sino all’ultimo non deve essere sottovalutato. Soprattutto ora sapete chi ringraziare se non è passato;
rimane l’unica consolazione il sapere che non siamo mai stati così vicini a vedere la fine di questa normativa, di questa Commissione e di questo Catalogo che solo noi abbiamo e che servono solo a trasformare persone oneste in criminali non sono mai stati così vicini. Per smuovere definitivamente le cose, e lo hanno rilevato nella stessa aula del Senato, occorre avviare una procedura di infrazione presso la Commissione Europea contro il catalogo e questa normativa ed è una promessa che vi facciamo, ci stiamo lavorando proprio in questi giorni e ci lavoreremo nel mese di Agosto. Sappiamo che altri ne stanno presentando, ma questa viene dal basso, da gente come voi e me, i piccoli produttori, le armerie, gli iscritti. Siamo quelle formiche che ogni tanto nel loro piccolo si incazzano.

E’ stato fatto di più in quest’ultimi cinque anni che nei quaranta precedenti.
In bocca al lupo. A tutti noi.

Per maggiori informazioni: http://www.campagnafisat.it

 

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