Nuove 'Stranezze' della Commissione Consultiva

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Simone CiucchiFISAT, con il comunicato stampa di oggi, denuncia alcune nuove stranezze sul comportamento tenuto della Commissione Consultiva per le Armi. Ad esempio e per ragioni non note, custodisce i verbali delle sue riunioni nella massima segretezza. Quando non lo fa, cancella i riferimenti ai votanti. Perchè? quali sono le ragioni di questi comportamenti? Lo scenario delineato dal presidente della Fisat Simone Ciucchi è veramente inquietante perchè coinvolgerebbe molti operatori del settore che ci aspetteremmo, invece, di vedere schierati dalla nostra parte. Nell'articolo, il testo originale del comunicato stampa...

Scriviamo queste cose solo su Internet tramite i siti collegati che ci supportano perché dubito che in questo paese ci sarà una rivista di armi che avrà la possibilità di stampare come la pensiamo. Accade infatti che il taglio della pubblicità – ritorsione nei confronti delle riviste che hanno “osato” appoggiare FISAT - è un prezzo troppo alto da pagare anche per chi sia convinto delle nostre posizioni. Poco male, grazie alle “nuove tecnologie informatiche” probabilmente raggiungeremo più persone di quante potremmo mai raggiungerne con le riviste, a voi semmai il compito di trasformare questa pagina in una stampa da far leggere a chi non ha Internet.

Venendo al dunque, come avrete capito dal titolo, ci riferiamo alla Commissione Consultiva, istituita con la Legge 110/1975 ed in cui fanno parte – vedremo dopo con quali risultati – associazioni del settore, di industriali, di armieri ecc. Non vi sono rappresentati, che io sappia, importatori o veri appassionati e capiremo dopo perché e per come. Ci dicono che i suoi verbali siano segreti – alla faccia della trasparenza amministrativa - e nei pochi che riusciamo a vedere i nomi dei votanti sono cancellati. E perché mai, direte voi, visto che in Italia anche associazioni segrete per tradizioni sono venute allo scoperto? Di chi e di quali ritorsioni hanno paura questi membri infaticabili?

Cominciando a pensarci molti misteri si dissolvono come nebbia al sole. E’ oramai notizia acclarata che la Commissione, in due riunioni “segretissime” del 23 e 24 Marzo 2011 abbia sentenziato la definitiva necessità di “salvare” il popolo italiano dalle armi ex ordinanza o, come dice la Commissione stessa, simili a quelle militari a meno che esse non siano promosse dal Banco di Prova che dovrà stabilire se in esse sia installabile il pacchetto di scatto e che il caricatore non sia compatibile con quello militare e sia a cinque colpi “per costruzione” (quindi niente più caricatori “adattati “).

Ci sarebbe da ridere – se non ci fosse da piangere – al pensiero che questo genere di svarioni ci fanno rimpiangere le vecchie gestioni che pure si erano distinte per antiarmismo devastante. In realtà c’e’ ben poco da ridere perché la Commissione finge di equivocare le armi simili a quelle militari – che nella Direttiva Europea 91/477/CE recepita con Legge 256 del 13.9.1991 sono espressamente permesse all’ Allegato 7 Categoria B punto 1 - con le armi militari vere e proprie che sono proibite (ossia cannoni, bombe, mitragliatrici che come tutti sanno sparano a raffica), sperando che nessuno si accorga di nulla.

Ora che in Commissione vi siano degli anti armi era risaputo ma viene anche da farsi un paio di domande:
COME HANNO VOTATO I MEMBRI DELLA COMMISSIONE CHE TUTTI NOI ABBIAMO MANDATO LA’ CON I NOSTRI SOLDI ? COME HANNO VOTATO IL RAPPRESENTANTE DEL CONSORZIO ARMIERI BRESCIANI (ORA “NAZIONALE”), ASSOARMIERI, ANPAM, TANFOGLIO E BERETTA?

Come consumatori e cittadini abbiamo diritto di saperlo. E SE HANNO VOTATO DALLA NOSTRA PARTE COME MAI NESSUNO AD OLTRE UN MESE DI DISTANZA NON HA DETTO UNA PAROLA? E se, come dicono sempre sulle riviste del settore, sono stati dalla parte della libertà generale, come mai nessuno di loro ha fiatato quando c’e’ stata la votazione, nonostante le promesse di nuova chiarezza e di nuova gestione all’atto dell’ultimo EXA? E soprattutto viene da chiedersi quanti dei membri della Commissione effettuano attività di importazione di armi “simil militari “dall’estero ?
E quante di esse sono invece prodotte a Gardone? Non vi pare di rivedere un film già visto la scorsa estate, quando all’interno dei corridoi del Ministero ci si mette d’accordo sulla nuova legge sulle armi dando in cambio – nel silenzio di tutti – la libertà di ricarica, la licenza sui poligoni privati, l’obbligo di avere la cassaforte, la durata ridotta dei porti d’arma per le solite agevolazioni di lavoro che pure a chi lavora spettano di diritto?

All’epoca riuscimmo a sventare la manovra con una campagna di pressione politico-mediatica senza precedenti ed oggi appena pochi mesi dopo questi fatti ricominciano da capo. Ancora una volta vi chiediamo di darvi da fare per combattere il protezionismo di mercato travestito da protezione della sicurezza, scrivendo a tutte le ditte ed associazioni che sono rappresentate in Commissione per dir loro come la pensate.  Occorre che ci facciamo sentire anche se non collezionate fucili simil-militari, perché domani potrebbe succedere lo stesso alla vostra disciplina e gli appassionati di ex ordinanza potrebbero venire a darvi una mano. Vi prego ancora una volta di darvi una mano e di non spezzare il fronte. Potrebbe andare della vostra libertà.

Concludo con un pensiero che riprendo dal grande Alberto Sordi ne il Marchese del Grillo “PERCHE’ IO SON IO E VOI NON SIETE UN ….”. Ecco, loro pensano che voi non siete un …...

A tutti noi il compito di fargli cambiare idea.
Simone Ciucchi – Presidente FISAT

Per maggiori informazioni: www.fisat.us
Scarica qui il comunicato originale: Link

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